Farine per il pane: guida a grano tenero, duro e grani antichi
Dietro ogni buon pane c’è una buona farina. Ma tra sigle, numeri e tipi diversi, orientarsi non è semplice. Vediamo le differenze più importanti, con parole semplici.
Questi numeri indicano il grado di raffinazione della farina: più il numero è basso, più la farina è raffinata e bianca; più è alto (fino all’integrale), più contiene parti esterne del chicco, con più fibre e un sapore più rustico.
- Tipo 00: molto raffinata, ideale per dolci e preparazioni delicate.
- Tipo 0: adatta a pane e pizza, con buona tenuta.
- Tipo 1 e 2: più rustiche, danno al pane carattere e profumo.
- Integrale: contiene tutto il chicco, sapore deciso e mollica più compatta.
Per il pane conta molto la forza, indicata con la lettera W. Una farina più forte assorbe più acqua e sostiene lunghe lievitazioni. Per questo i pani a lunga fermentazione richiedono farine adatte, non qualunque tipo.
Nella tradizione del Sud Italia il pane si fa spesso con la semola rimacinata di grano duro. Regala un colore giallo dorato, un sapore pieno e una mollica soda: è la base di molti pani tipici regionali.
Varietà come il Senatore Cappelli, il Khorasan o i grani siciliani antichi stanno tornando nei forni artigianali. Hanno profumi particolari e un carattere più autentico, e sono macinati spesso a pietra.
| Pane che vuoi fare | Farina consigliata |
|---|---|
| Pane casalingo classico | Tipo 0 o 1 |
| Pane rustico | Tipo 2 o integrale |
| Pane tipo tradizionale del Sud | Semola rimacinata di grano duro |
| Pane speciale | Grani antichi macinati a pietra |
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